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Il cambiamento

Quando diciamo cose come “le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati.
Perche’ il cambiamento e’ letteralmente l’unica costante di tutta la scienza.
Energia.

Materia.

Cambia di continuo.

Mutare.

Unirsi.

Crescere.

Morire.

E’ il modo in cui le persone cercano di non cambiare che e’ innaturale.
Il modo in cui ci aggrappiamo a com’erano le cose invece di lasciare che siano quello che sono.
Il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di crearne di nuovi.

Il modo in cui ci ostiniamo a credere, nonostante ogni prova scientifica,che tutte le cose della vita siano permanenti.

Il cambiamento e’ costante.

Come rapportarci al cambiamento..e’ compito nostro.
Puo’ sembrarci di morire…o puo’ sembrarci come una seconda possibilita’ nella vita.

Se apriamo le nostre dita, lasciamo andare la presa, andiamo avanti… puo’ essere come pura adrenalina. Come se in qualsiasi momento potessimo avere un’altra possibilita’ nella vita.

Come se in qualsiasi momento…

Potessimo rinascere.

 

 

Grey’s Anatomy

yīn e yáng

Cosa significa Energia: secondo il dizionario significa la forza e la potenza dell’azione.
In fisica è una nozione astratta legata a tutte le manifestazioni di forza, movimento, calore, campo gravitazionale, elettrico omagnetico, etc.

le due forme dell’Energia (YI¯N e YÁNG) generano il Cielo, la Terra e l’Uomo.
Il Cielo è il TÀI YÁNG (YÁNG supremo) e la Terra è il TÀI YI¯N (YI¯N supremo).

L’Uomo sta in mezzo, e deve essere in giusto equilibrio di YI¯N e di YÁNG; è un microcosmo immerso nel macrocosmo, e nel NÈI JI¯NG  è scritto: “l’Uomo deve rispondere al Cielo e alla Terra”.

 

 

scarica e leggi:

Lo Yīn e lo Yàng

Tratto da MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Riccardo Morandotti

Liberate la vostra creatività, ciascuno di noi ha dei talenti nascosti che non ha mai coltivato.
Spesso, per i motivi più disparati siamo stati costretti a soffocare un talento perché non era il momento giusto, c’erano troppe cose più importanti da fare, non c’era tempo o la disponibilità economica.

Nel vostro piano di ristrutturazione spirituale, inserite la creatività.

Può esprimersi in molti modi, guardate in voi stessi, guardatevi attorno e poi decidete cosa vi piace fare.

Tenete presente che non dovete scegliere di fare ciò che in quello momento vi sembra più utile o più logico, ma ciò che vi da più gioia.

Potete dipingere sulla ceramica, disegnare, fare sculture di argilla o di pane, comporre fiori secchi, imparare a rilegare libri o costruire scatole, fare centrini all’uncinetto o maglie di lana ai ferri, potete optare per il bricolage o il giardinaggio, inscrivetevi a un corso di taglio e cucito o dipingere sulla stoffa o sul vetro.

Non c’è limite a ciò che potete fare, ma l’importante è fare qualcosa che vi piaccia veramente.

All’inizio non lasciatevi attirare dall’idea di ricavare denaro dal vostro nuovo hobby, ricadreste nella rete delle cose fatte per necessità. Fate ciò che più vi inspira, fatelo perché vi piace, perché vi elettrizza.

Un lavoro creativo vi permette di liberare la fantasia, di scaricare la mente, il cervello, di accantonare i pensieri e le preoccupazioni, di provare gioia. Creare qualcosa assecondando il proprio talento è un’operazione di origine divina.

A lavoro finito, vi sentirete giustamente fieri, qualunque sia l’entità dell’oggetto, anche se non è una vera e propria opera d’arte. Potrà accadere dopo un periodo di entusiasmo per la ceramica questa non vi interessi più e vi sentiate attratti da qualcos’altro, fatelo.

Liberare il vostro talento e la creatività non significa crearvi nuovi legami, siate pronti a cambiare ad espandervi, a crescere.

dal libro “Io Penso Positivo” di Giuditta Dembech

I lavori di questo artista mi incantano.

Il concetto che è dietro il lavoro mi affascina.

Ecco le sue parole sui – ritratti rifiutati.

“ritratti che compongo senza conoscere il soggetto raccontato… Spiego: mi faccio spedire al mio indirizzo per posta degli scatoloni in cui il mittente colloca tutto quello che pensa possa servirmi per raccontarlo, i suoi oggetti che lo hanno accompagnato per brevi o lunghi periodi, le macerie della nostra esistenza, quello che sopravvive nel silenzio… alla nostra assenza, io chatto con il mio modello senza conoscere il suo stato fisico… Tutto accade nell’assenza, ascolto i materiali, indago , come un animale affamato che cerca il suo cibo… Sento che in questo modo riesco a raccontare la nostra fragilità e la possibilità stupenda di essere altro, di vivere le molteplici facce della stessa persona. Queste vite che si accavallano nella stessa persona mi consigliano di cercare la connessione che viene generata dal web, dove tutti sono tutto e dove può accadere qualunque cosa! Questa rappresentazione continua … dove tutti sono collegati con tutto… dove la realtà è soltanto la spettatrice delle emozioni, mi rapisce.

Penso che lavorare con i rifiuti reali ed ingombranti, facendoli diventare poesie e bite, sia un’operazione necessaria per una coscienza del futuro che solamente NOI possiamo crearci!

http://www.alessandrobaronio.it/

colore virtuoso

Il colore è l’espressione di una virtù nascosta.
Marguerite Yourcenar

 

Paola Bonavolontà - un particolare da vicino vicino

Paola Bonavolontà - un particolare da vicino vicino

 

L’arteterapia è basata sull’idea che il processo creativo nel fare arte è curativo e migliorativo della vita ed è una forma di comunicazione non verbale di pensieri ed emozioni (American Art Therapy Association, 1996) .

Come altre forme di psicoterapia e counseling, è utilizzata per incoraggiare la crescita personale, aumentare la conoscenza di sé e sostenere nelle riparazioni emozionali ed è stato utilizzato in una larga varietà di setting con bambini, adulti, famiglie e gruppi.

E’ una modalità che può aiutare persone di ogni età a creare significato e raggiungere consapevolezza, trovare sollievo da emozioni travolgenti o traumi, risolvere conflitti o problemi, arricchire la vita quotidiana, e raggiungere un aumentato senso di benessere (Malchiodi, 1998).

L’arteterapia sostiene che tutte le persone hanno la capacità di esprimere se stessi creativamente e che il prodotto è meno importante del processo creativo coinvolto.

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